Sassi di Matera
Sassi di Matera
Data di inserimento nel patrimonio mondiale: 1993
Mappe da Google Maps: carta topografica
Criteri: (iii)(iv)(v)
Data di inserimento nel patrimonio mondiale: 1993
Mappe da Google Maps: carta topografica
Criteri: (iii)(iv)(v)
Sassi sono davvero un "paesaggio culturale", per citare la definizione con cui sono stati accolti nel Patrimonio mondiale dell'Unesco.
Il Sasso Barisano, girato a nord-ovest sull'orlo della rupe, è il più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo.
Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, è disposto come un anfiteatro romano, con le case-grotte che scendono a gradoni, e prende forse il nome dalle cave e dai teatri classici.
Si tratta di un paesaggio che si snoda per dedali di gallerie dentro la pietra della collina: "Grotte naturali, architetture ipogee, cisterne, enormi recinti trincerati, masserie, chiese e palazzi, si succedono e coesistono, scavati e costruiti nel tufo delle gravine" scrive Pietro Laureano nel suo libro Giardini di pietra.
Laureano, architetto ed esperto dell'Unesco per le zone aride e per la civiltà islamica, è stato uno dei primi a ristrutturare ed abitare una casa nel Sasso Barisano. Molti lo hanno seguito, dopo gli anni dell'abbandono.
Oggi, facciate rinascimentali e barocche si aprono su cisterne dell'VIII secolo, trasformate in abitazioni.
Chiese bizantine nascondono pozzi dedicati al culto di Mitra.
"Arrivai a Matera verso le undici del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c'è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditiche. Ma quando uscii dalla stazione, un edificio moderno e piuttosto lussuoso, e mi guardai attorno, cercai invano con gli occhi la città. La città non c'era. Allontanatami ancora un poco dalla stazione, arrivai a una strada, che da un solo Iato era fiancheggiata da vecchie case, e dall'altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera". Carlo Levi, "Cristo si è fermato ad Eboli"
Filmati
Il Sasso Barisano, girato a nord-ovest sull'orlo della rupe, è il più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo.
Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, è disposto come un anfiteatro romano, con le case-grotte che scendono a gradoni, e prende forse il nome dalle cave e dai teatri classici.
Si tratta di un paesaggio che si snoda per dedali di gallerie dentro la pietra della collina: "Grotte naturali, architetture ipogee, cisterne, enormi recinti trincerati, masserie, chiese e palazzi, si succedono e coesistono, scavati e costruiti nel tufo delle gravine" scrive Pietro Laureano nel suo libro Giardini di pietra.
Laureano, architetto ed esperto dell'Unesco per le zone aride e per la civiltà islamica, è stato uno dei primi a ristrutturare ed abitare una casa nel Sasso Barisano. Molti lo hanno seguito, dopo gli anni dell'abbandono.
Oggi, facciate rinascimentali e barocche si aprono su cisterne dell'VIII secolo, trasformate in abitazioni.
Chiese bizantine nascondono pozzi dedicati al culto di Mitra.
"Arrivai a Matera verso le undici del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c'è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditiche. Ma quando uscii dalla stazione, un edificio moderno e piuttosto lussuoso, e mi guardai attorno, cercai invano con gli occhi la città. La città non c'era. Allontanatami ancora un poco dalla stazione, arrivai a una strada, che da un solo Iato era fiancheggiata da vecchie case, e dall'altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera". Carlo Levi, "Cristo si è fermato ad Eboli"
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